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com è fatta una microspia

Ad oggi sentiamo sempre un gran parlar di microspie.

Le microspie rappresentano le armi indispensabili per risolvere intricati casi investigativi e per assicurare i delinquenti alla giustizia,altre volte però rappresentano vere e proprie maledizioni per la riservatezza.
L'elemento che spesso attira di più l'attenzione osservando una microspia è l'antenna: spiralizzata, circolare, avvolta, rigida, flessibile, lunga, corta, talvolta con forme curiose. L'elemento indispensabile e a volte  il più ingombrante è la fonte di alimentazione, solitamente tratta di batterie  o di un piccolo alimentatore connesso alla rete elettrica 220V. Qualsiasi microspia necessita di una fonte di corrente elettrica per poter funzionare in quanto le onde elettromagnetiche altro non sono che energia irradiata nell'etere. Le batterie impiegate per far funzionare l'apparecchio sono solitamente anch'esse di piccole dimensioni (spesso una pila tipo transistor da 9V. o pile cilindriche tipo stilo o mini stilo per i modelli meno professionali, mentre i modelli più professionali possono funzionare anche con pile tipo "bottone" per orologi o comunque pile di dimensioni assai modeste). La necessità di contenere il più possibile le dimensioni generali spesso ne sacrifica l'aspetto estetico: è frequente l'uso di guaine termorestrigenti o resine a protezione del circuito, che rendono la microspia simile ad una sorta di irregolare "tubetto", ma non sono rari i casi di apparecchi che presentano addirittura il circuito elettronico con relativa componentistica più o meno a vista. Una microspia genera e irradia onde radio quindi ricalca, sia pur in maniera semplificata, i principi alla base dell'utilizzo di molti tipi di apparecchi più complessi: basti citare il classico telefono cordless di casa. Tutto ciò è riconducibile alla propagazione delle onde radio (radiazioni elettromagnetiche). Come un cellulare, un telefono cordless domestico, un baby-monitor o il telecomando per aprire il cancello, anche una microspia è quindi soggetta agli ostacoli ambientali ed è limitata dal raggio di azione, altrimenti noto comunemente come "portata". Sono in circolazione microspie dalle dimensioni incredibili, anche meno di mezzo centimetro cubo di ingombro complessivo. La microspia è spesso operativa su frequenze UHF (Ultra High Frequency), che consentono una ridotta lunghezza dell'antenna e canali radio normalmente  più liberi da altre trasmissioni. La trasmissione deve essere necessariamente ricevuta con un apparecchio ricevente, una sorta di "orecchio" per onde radio. Al ricevitore è affidato il delicato e importante compito di "catturare" e ricevere le onde radio generate e irradiate dalla microspia e di rendere ascoltabile all'orecchio umano  il suono rilevato dal microfono del trasmettitore e veicolato nell'etere tramite l'onda radio. La potenza irradiata da una microspia è spesso molto debole in quanto una delle necessità prioritarie è quella di consumare meno corrente possibile per massimizzare la durata della pila o per poter utilizzare alimentatori di rete elettrica 220V. di minuscole dimensioni.

Un particolare tipo di strumenti impropriamente definiti microspie sono i sistemi "infinity", altrimenti detti a portata illimitata: sono particolari microfoni basati sulla trasmissione tramite rete GSM ( in parole semplice quella dei cellulari). Offrono il vantaggio di non essere limitati dal raggio di azione come le microspie sopra descritte; è sufficiente che dove vengono posti ci sia copertura di rete GSM ed è possibile ascoltare quanto avviene ovunque ci si trovi, anche da migliaia di Km. di distanza. Inoltre offrono il vantaggio di non richiedere uno specifico ricevitore: per chiamarli e quindi per ascoltare ciò che il microfono capta è sufficiente qualsiasi tipo di telefono fisso o cellulare. Ma ci sono anche controindicazioni a questa tecnologia, primo fra tutti il costo di esercizio (per ascoltare bisogna chiamare il sistema, quindi fare una normale telefonata), poi l'elevato consumo di corrente in trasmissione (da 30 a 50 volte superiore rispetto ad una microspia),I più piccoli microfoni infinity in circolazione sono assemblati con modem GSM

Il raggio di azione (portata) di una microspia:
Argomento oggetto di curiosità, domande e talvolta campo di battaglia "all'ultimo metro" fra venditori non sempre trasparenti. Come qualsiasi apparecchio radiotrasmittente, anche una cimice è soggetta ad una estrema variabilità del raggio di azione. Ciò è normale quando si parla di qualunque apparecchio ad onde radio ed è causato dal fattore di attenuazione. Non potendo nel caso specifico ricorrere ad elevate potenze di trasmissione, salvo compromettere dimensioni e occultabilità, molto dipende dall'uso di ricevitori di buona qualità e di antenne specifiche. Ma gli elementi che ampliano il fattore di attenuazione, quindi riducono la portata, sono soprattutto tipologia, entità e quantità degli ostacoli ambientali frapposti fra trasmettitore e ricevitore.
Per fornire un esempio molto basilare di cosa è la radiopropagazione fra ostacoli, immaginiamo per un istante che l'onda radio sia in realtà un suono ascoltabile con il nostro orecchio umano, quindi l'orecchio sia il ricevitore; pensiamo poi al rumore generato da un'automobile in movimento su una strada di montagna come se fosse il trasmettitore. Fino a quando l'auto si muove dietro ad un rilievo sentiremo un suono debole e diffuso anche se la distanza che ci separa dal mezzo è breve. Gran parte di questo suono non giunge direttamente bensì riflesso da altri ostacoli fisici circostanti. Non appena l'auto si rende visibile il suono aumenta in maniera repentina, giungendo al massimo quando ci passa a fianco per poi ridursi, questa volta più lentamente e gradualmente posto che non ci siano ulteriori rilievi dietro ai quali l'auto si allontani.

Non esistono frequenze "miracolose" in grado di assicurare portate estreme. Le comuni gamme radio VHF/UHF sono ottimali, mentre la trasmissione in FM rappresenta l'ideale. E' errato ritenere le bande superiori (SHF - GHz) come le maggiormente indicate per ottenere le migliori prestazioni, così come va detto che il fattore di attenuazione è un principio inamovibile contro il quale si scontrano sia apparecchi da cento euro che apparecchi da duemila euro.